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Cornetto sfogliato appena sfornato, dorato e croccante

Il Diario · Dietro il banco

Dietro il banco

Il segreto di un cornetto ben sfogliato

24 Luglio 2026 · 4 min di lettura

Tutto parte dalla sfoglia

Il cuore di un buon cornetto è la sfogliatura: strati sottilissimi di impasto e burro che, in cottura, si separano e diventano friabili. Per ottenerli l’impasto va steso, piegato e fatto riposare più volte, sempre al fresco, perché il burro non si sciolga prima del tempo.

È un gesto lento, quasi paziente. Ogni piega crea decine di strati: sono loro, in forno, a gonfiarsi e a regalare quella struttura a nido d’ape che senti sotto i denti.

Un cornetto non si può avere subito: si aspetta. È il tempo a farlo buono.

Il burro fa la differenza

Usiamo un buon burro e lo trattiamo con rispetto. Troppo caldo, e la sfoglia si impasta; troppo freddo, e si spezza. La temperatura giusta è tutto: per questo lavoriamo presto, quando il laboratorio è ancora fresco.

La lievitazione, poi, è lenta e naturale. I cornetti riposano tutta la notte e vengono cotti al mattino, così che tu li trovi caldi appena apriamo.

  • Vuoto, per chi ama la sfoglia pura
  • Alla crema pasticcera
  • Al cioccolato
  • Alla marmellata di stagione
  • Al pistacchio

Come lo gustiamo noi

Il cornetto dà il meglio appena sfornato, ancora tiepido, con un cappuccino cremoso a fianco. Niente di complicato: è la colazione di sempre, fatta come si deve.

Passa a trovarci la mattina presto: la vetrina cambia con le sfornate della giornata, e il profumo lo senti già dalla porta.

Sfogliatura dorata spolverata di zucchero a velo
La sfogliatura in primo piano: decine di strati sottili.